amore e ritorno

scritto da sonoetta il domenica, 06 settembre 2009,13:07

amore e ritorno - Emily Giffin

 

Copertina rosa, margheria sfogliata, titolo cosi' cosi' e bollino nero "consigliato da Grazia".

Come ho fatto a comprare un libro cosi'? pero' ogni tanto si ha voglia della commedia leggera a lieto fine (per chi?) un po' romantica che mescola un po' di presente e passato, e ripesca le cose lasciate a meta'. Vabbe' a fine estate un libro cosi' ci puo' stare, mi dico, ci sara' tutto l'inverno per leggere cose piu' impegnate, e' come l'ultimo colpo di coda della spensieratezza delle giornate di sole e la voglia di leggerezza.
E cosi' lo butto nel carrello della spesa, questo e' stato il libro di fine agosto. E' una bella storia tutto sommato, certo non originale, in fondo e' la storia di molte ragazze, chi non ha avuto almeno una volta nella vita il cuore spezzato per il cosiddetto "lui sbagliato" o l'alibi del "lui giusto al momento sbagliato"? e a questa cosa credo, vada molto del seccesso del libro. Ellen, la nostra eronia, non si e' sottratta a questa "maledizione" e come spesso accade a quelle come lei, la fine di questo amore coincide con l'inizio della sua "crescita" come persona con la seconda parte della sua vita sentimentimentale, quella matura, quella equilibrata, saggia e con i piedi per terra.
Poi ovviamente ci si mette di traverso il destino e in una rivisitata sliding doors la nostra eroina incontra il lui sbagliato...
Di questo libro mi sono piaciute alcune immagini come le mani allacciate durante un viaggio aereo che, come una fotografia,  dicono piu' di tanti dialoghi e un'altra cosa che mi e' piaciuta e' l'amicizia con l'amica/cognata che fa un po' venire nostalgia e ci fa chiedere che fine abbia fatto la nostra amica del cuore

Fu allora che mi squilo' il cellulare e sentii la sua voce. Una voce che non sentivo da otto anni e sedici giorni. "Eri veramnete tu?" chiese. La sua voce era ancora piu' profonda di quanto ricordassi, ma per il resto mi sembro' di tornare indietro nel tempo, di riprendere una conversazione iniziata qualche ora prima. "Si" risposi. "Allora," disse "hai ancora lo stesso numero di telefono". Poi, dopo una lunga pausa che io testardamente mi rifiutai di riempire, aggiunse:"Immagino che certe cose non cambino mai". "Si " risposi di nuovo. Perche' per quanto non volessi ammertelo, aveva perfettamente ragione.

categoria:amore, libri, foto, amicizia, cose semplici
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La biblioteca dei morti - Glenn Cooper

scritto da sonoetta il sabato, 29 agosto 2009,06:57

non aggiorno il blog da un po' di tempo, e qs ultimi libri li ho letti da un po'...le sensazioni sono meno fresche, spero di riuscire cmq ad incuriosire qualcuno abastanza da far aprire il libro.

La biblioteca dei morti -  Glenn Cooper

cosa ci fanno dei monaci medievali, presidenti americani, ufo ed FBI tutti insieme in un romanzo?

altro tema di moda ultimamente sembra l'Area51.. ecco un'altra trovata per parlane, questa volta facendo anche qualche balzo avanti e indietro nel tempo... Non e' un romanzo di fantascienza ma di fantasia: bella la trovata dell'autore a affascinante interpretazione del binomio destino/predestinazione con il tocco finale del messaggio angosciante racchiuso in una data e corretto da una speranza d'errore.. ma non c'e' risposta

categoria:libri
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Una testa selvatica

scritto da sonoetta il sabato, 29 agosto 2009,06:46

Una testa selvatica - Marie Sabine Roger

Scritto con quella leggerezza e spontaneita' da bambini che fa sorridere e fa bene al cuore.
Come spesso accade, mi aveva incuriosito e attratto il titolo ma anche il retro prometteva novita'. Ultimamente in libreria si trovano libri per "generi" di storie ma addirittura titoli... va bene le mode ma se uno non vuole sentirsi proprio omologato che fa? Ebbene mi sembrava un libro fuori dagli schemi.
E' la storia di un ragazzo semplice e poco colto, per colpe altrui piu' che proprie, e di una vecchina con l'amore dei libri che si trovano sulla panchina del parco a contare i piccioni e si fanno compagnia diventando l'uno il "bastone" dell'altro.
Germain con la sua semplicita' e le sue definizioni ci riporta a terra e Marguerite con la sua dolcezza ci fa volare.

categoria:riflessioni, libri
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La regina dei castelli di carta

scritto da sonoetta il martedì, 14 luglio 2009,19:50

 

La regina dei castelli di carta - Stieg Larsson

Lisbeth e' un personaggio "nuovo". Non e' la protagonista bella e statuaria anche se fa il polizziotto dei romanzi gialli, non e' l'adolascente bruttina e disadattata, fragile e insicura dei romanzi introspettivi, non e' la ribelle a tutti i costi, disinteressata di tutto, non e' la frivola dei romanzi alla "kinsella".

Lisbeth e' intelligente, colta ma senza titoli o curricula chilometrici che la precedano;  non avvenente ma piace, e' uno scricciolo ma scopriamo che sa boxare con i campioni insomma e' un tipo; ha una personalita' complessa e una storia personale incredibile... come si fa a costruire un personaggio cosi'? ma soprattuto, da lettore", come si fa a non lasciarsi catturare" da un personaggio cosi'.. i tre libri sono "tomi" per dimensioni ma si fatica a staccarsene.

Le capacita' narrative di Larsson non hanno dato vita solo a Lisebeth ma ad una serie di personaggi di vario spessore, di tutti ci racconta qualosa, sappiamo un po' della loro storia, del loro modo di vivere, di giudicare le cose, i gusti, le abitudini. La trama del giallo e' forse inverosimile ma "regge" e questo e' il suo maggior pregio.

Insomma grande rammarico perche' mi piacerebbe leggere cosa accade dopo il finale.. e Larsson non c'e' piu' per raccontarlo

categoria:riflessioni, libri, vita
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Venuto al mondo _ Margaret Mazzantini

scritto da sonoetta il mercoledì, 17 giugno 2009,20:16

 

Venuto al mondo _ Margaret Mazzantini
 
purtroppo qs recensione e' un po' carente di freschezza.. ho finito il libro da un po' e ne sto gia' finendo un altro che mi ha catturato.. ergo le riflesioni e le sensazioni che mi ha lasciato la lettura dell'ultimo romanzo della Mazzantini sono un po' sbiadite.
Ho iniziato a leggerlo dopo Shantaram, avevo bisogno di qualcosa di leggero, magari una vena un po' melensa... ogni tanto mi ci vuole... beh questo non e' il romanzo giusto. E' un romanzo bellissimo ma duro, crudo. E' una storia d'amore ma di tanti amori diversi: quello per il compagno, quello per un figlio, quello per l'umanita' che soffre, quello cercato, quello perduto, quello tradito, quello riabilitato, quello depredato.
 
Mesi fa avevo letto il libro di Giordano e la mia critica principale era sta che avevo voluto toccare tanti temi "di moda" senza approfondirne nessuno. La Mazzantini fa esattamente il contrario, ha la capacita' di scrivere di tante cose cogliendone le sfumature, andando a fondo, facendole sentire e vivere. In questo romanzo si parla di un amore "improbabile" ma che sa soprendere, si parla della coppia che desidera un figlio e delle vicissitudini che affronta per coronare questo sogno, si parla della guerra nella ex jogoslavia, dei drammi umani che si vivono in situazioni tanto estreme, si parla delle brutture della guerra dall'annichilimento delle persone anche attraverso lo stupro etnico alle piccole gioie della sopravvivenza, si parla dell'amicizia che sopravvive a tutto e non manca anche un finale quasi a sopresa.
E' un libro bellissimo ma va letto quando sti sta bene altrimente lascia un po' di amaro di bocca


categoria:riflessioni, libri, vita
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susan boyle - la riscossa del talento

scritto da sonoetta il lunedì, 25 maggio 2009,19:20

 

mi domandavo solo se, in questa Italia dei grande fratello e delle veline, dove prima conta l'aspetto fisico anche per essere eletti in Parlamento e poi le competenze e "talenti" da mettere a frutto, ecco mi domandavo se un talento cosi' qui avrebbe avuto qualche speranza di essere apprezzato...

in che punto della nostra storia abbiamo sbandato, perche' noi, popolo di cultura e bellezza, abbiamo smesso di sognare e creare in grande e ci siamo appiattiti sulle bassezze, sull'ignoranza, sull'apparenza? e quelli che non l'hanno fatto, perche' non vengono ascoltati?

categoria:canzoni, curiosita, cose semplici
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Una pietra sopra

scritto da sonoetta il mercoledì, 20 maggio 2009,20:19
Una pietra sopra – Giovanni Laurito
 
Originale. Dovendo definire con una parola questo romanzo d’esordio del nostro amico di Splinder userei l’aggettivo “originale”.
Sul sito dove e’ stato pubblicato, www.ilmiolibro.it, il libro viene catalogato nella categoria: giallo-noir.
Il lettore che comincia a leggere le prime pagine, ripensando a quella categoria, si trova un po’ spiazzato.
Il libro parte come un racconto dei ricordi del protagonista degli anni dell’adolescenza e delle piccole scene di vita quotidiana di quattro amici, “la banda dei quattro”.
E’ originale per due ragioni a mio avviso: la prima e’ questo “incipt lungo” prima di arrivare al giallo, che ti prende un po’ in giro, leggi la storia, familiarizzi con i personaggi, le immagini sono talvolta divertenti e ti dimentichi del giallo. La seconda e’ lo stile narrativo, l’uso del passato remoto cui ci siamo un po’ disabituati e poi i pensieri del protagonista, la sua ironia, la sua intelligenza, la cosa che vorrebbe dire invece di quella che dice, messi tra parentesi e incisi nella pagina.
Il giallo ha a che fare con la ricerca di tesoro sepolto da un brigante un paio di secoli prima, il suo ritrovamento e le conseguenze della scoperta.
Le conseguenza sono semi che germogliano subito ma l’albero dara’ frutti inattesi anche piu’ avanti nel tempo..
 
Bravo Giovanni, ottimo lavoro
categoria:riflessioni, libri, vita
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Shantaram - Roberts Gregory David

scritto da sonoetta il mercoledì, 13 maggio 2009,19:39
Shantaram - Roberts Gregory David
 
 
Ecco un libro che entra diritto tra i miei preferiti e arriva ai primi posti: Shantaram.
E’ una storia meravigliosa, profonda, coinvolgente ed e’ soprattutto vera. L’autore ha impiegato, per sua stessa affermazione, 13 anni a scrivere questo libro, molti dei quali passati in carcere. Le prime due stesure sono state distrutte proprio in carcere, molte pagine della versione originale hanno delle tracce di sangue per i pestaggi subiti. Come puo’ una storia scritta cosi’ trasmettere pace? Eppure accade, come tante delle storie che leggiamo ambientate in India. Shantaram “uomo della pace di Dio”.
Ma ripartiamo dall’inizio. E’ la storia, in larga parte autobiografica, di un docente universatario australiano che viene abbandonato dalla moglie e non vede piu’ la figlia piccola, in seguito a questo abbandono perde di vista il senso delle cose e si da’ alla droga, per procurarsi la quale diventa anche ladro. Durante una rapina viene catturato e incarcerato. La vita in carcere non e’ una passeggiata trattandosi di un carcere di massima sicurezza e cosi’ tenta, con successo, la fuga.
Tutto questo e’ l’antefatto, da qui inizia il romanzo vero e proprio. Il protagonista lascia il suo paese e arriva in India a Bombay alla ricerca di un posto dove nascondersi al mondo. Le prime esperienze sono quelle di un turista poi, anche in conseguenza di fatti non dipendenti dalla sua volonta’, diventa un abitante della citta’ a tutti gli effetti, conosce la parte piu’ povera della citta’ e il cuore piu’ vero della sua gente. Diventera’ uno di loro, conoscera’ anche i luoghi e i capi della criminalita’ organizzata, verra’ imprigionato di nuovo nelle terribili carceri indiane, verra’ coinvolto nella guerra in Afghanistan e Pakistan, conoscera’ l’amore e l’amicizia con la A maiscola, la fedelta’ e il tradimento.
Ho amato questo libro dalla prime pagine perche’ e’ un libro “vero”: il lettore vive la storia che Lin racconta,  per la ricchezza dei particolari, la profondita’ delle descrizioni di cose, fatti e soprattutto delle persone ma anche perche’ e’ misurato, non ci sono mai eccessi, non c’e’ volgarita’, non ci sono esasperazioni nelle scene di violanza, niente piu’ del necessario, non e’ un romanzo scritto a tavolino da uno scrittore che aveva carta bianca e poteva liberamente inventare e lo faceva con l’intenzione di sconvolgere e stupire il lettore; ho percepito il pudore nel racconto di un uomo che ha vissuto esperienze forti ma che ne e’ uscito integro, non “esaltato”.
Bombay e’ una citta’ multietnica, gli amici che Lin incontra, indiani e non, sono persone diversissime tra loro e ciascuna a suo modo affascinante, ciascuno potra’ trovare il suo eroe e le sue massime di vita.
una per tutte "la fortuna e' quella cosa che accade quando il destino si e' stancato di aspettare"
 
 
categoria:citazioni, amore, riflessioni, libri, vita, cose serie
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quanto mi manca...

scritto da sonoetta il mercoledì, 06 maggio 2009,20:29

il mio piccolo angolo di relax che mi spezzava la routine e lo stress lavorativo..

la buona notizia e' che sono a buon punto con il libro (che ribadisco e' meraviglioso) e tra poco lo recensiro'

un bacio a tutti gli amici che sileziosamente continuano a passare a trovarvi, temo siate un po' delusi da questa forzata assenza ma io lo sono per prima. spero di riuscire ad attrezzarmi presto per far di meglio

 

ciao!

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si va al mare

scritto da sonoetta il venerdì, 17 aprile 2009,08:49

e magari riusciro' a finire Shantaram... bellissimo il piu' bello di questo 2009 ma lungo e io ho poco tempo ultimamante.

iniziatelo pure senza aspettare la recensione :)

un saluto a tutti e scusate l'assenza. ormai il collegamento dall'ufficio e' definitivamente compromesso e dal palmare e' dura.. scrivero' solo da qui quando posso, niente post "riempitivi".. solo libri

baci a tutti

 

categoria:viaggi, riflessioni, libri, vita
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